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sentimenti
17 gennaio 2012
One moment in time.

Felice. Nel mondo. E nessuno puo' toccarmi, tirarmi per la manica, riportarmi indietro.
Cammino per strada, le mani in tasca, non mi importa di niente, sento il telefono suonare, ma che si impicchino pure, non mi interessa ...
"La felicità è un dinosauro"... sorrido... non lo so cos'è, ma mi è sembrata una bella risposta.
Fermo un taxi. Dove andiamo? A guardare i tetti che tagliano il rosso di questo cielo incredibile..

Un momento di perfetta libertà. Sospesa ...
Poi sì, poi tornerò...
DIARI
4 gennaio 2012
2012
 

Vi auguro sogni a non finire,la voglia furiosa di realizzarne qualcuno,vi auguro di amare ciò che si deve amare e di dimenticare ciò che si deve dimenticare,vi auguro passioni, vi auguro silenzi,vi auguro il canto degli uccelli al risveglio, e risate di bambini,vi auguro di resistere all’affondamento, all’indifferenza, alle virtù negative della nostra epoca. Vi auguro soprattutto di essere voi stessi. (cit.)

sentimenti
18 dicembre 2011
Vivo così


Che voglia che avevo di tornarmene qui, metto via i bicchieri, chiudo la porta. Sono a casa. Avevo bisogno di sedermi qui. Un attimo da sola. Spengo le luci, il lampione là fuori proietta giusto una chiazza sul tavolo, quanto basta a permettermi di scrivere. Ma di cosa poi. Stai tra la gente che ami e sorridi delle stesse battute di sempre (d'altro canto sei bionda e disgrazia vuole anche spietatamente incline a ridere di te stessa). Di quanto sono brava a inciampare, di come sono capace di sbagliare, di tutto quello che in un modo o nell'altro sono capace di rifare, mai nel modo giusto. E' vero, io gioco, sono bionda, le lucine del natale mi fanno venire le farfalle nello stomaco, mi perdo dietro i colori di un quadro, faccio girare la stessa musica per ore perchè a volte così mi va, dimenticandomi del resto. Non so cucinare e la mia casa sono quattro candele e un letto pieno di cuscini. I libri appoggiati al muro. Non faccio la spesa con la lista ben scritta e nove volte su dieci finisco a parlare per ore con la commessa, mentre mi si scongelano i surgelati, ma le persone mi piacciono, che ci posso fare. Stai tra la gente che ami e sorridi delle solite storie. Di quanto è facile vedermi impazzire mentre cerco le chiavi che ho appena appoggiato e di cui ho già perso qualunque cognizione o di come mi riesce di merda rimanere più di cinque minuti seduta composta. Tutto vero. Ma se mi chiami alle quattro del mattino io ti rispondo, se anche solo un'ombra ti attraversa lo sguardo io me ne accorgo, se ti manca la voglia di sorridere, ti passo la mia, anche quando devo inventarmela. Non so fare un soufflé ma so benissimo, quando ti prende quella tristezza che non sai neanche tu cos'è che vuole, in quale quadro o in quale libro o in quale verso puoi vedere quello che ti manca, perchè c'è sempre il modo di rovesciare il tavolo e trovare una soluzione. E non mi fermo fino a quando quella soluzione non salta fuori. Mi perdo le chiavi, ma non mi perdo neanche un istante di quello che è importante per chi amo, sui gradini a fare il tifo io ci sono, anche quando non è la mia partita. E questo post sta diventando troppo lungo. Io vivo così, sono queste le cose su cui di certo non inciampo, per quanto bionda sia. E quindi, a margine, sticaxxi del soufflé ...


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DIARI
25 novembre 2011
Buon week end



Con il fascino potete cavarvela un quarto d'ora. Poi è meglio che sappiate qualcosa (cit.)




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DIARI
21 novembre 2011
Please.

"Voi scambiate la vostra noia per indignazione. Volete rompere il vasellame non perchè avete deciso di farne a meno, ma per cambiarlo". (Flaiano)

In altre parole al tavolo di Dotty non si sieda chi pensa di avere sempre la risposta giusta, chi ha solo certezze e niente dubbi, chi è tutto d'un pezzo e quindi attenzione passi falsi non ne fa, chi sa sempre dove andare. Qui il bicchiere si passa volentieri a chi ha voglia di stare ad ascoltare le storie di tutti perchè da chiunque si può imparare, a chi non si stanca di tentare perchè se anche poteva andare meglio almeno si è provato, a chi risponde ci sono, su di me si può contare. Quindi per favore la commedia, il vestitino stirato, le frasi preconfezionate e i sentimenti patinati qui no. Per favore no. A questo tavolo si beve dicendosi "siamo a somma zero, sticaxxi, domani è un altro giorno". A chi sa già tutto e non vede l'ora di potertelo sventolare sotto il naso, consiglio il bar sotto casa o qualunque altro posto, basta, per favore, che non sia qui, perchè la perfezione, ammesso che esista, la trovo di una noia mortale.


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DIARI
11 novembre 2011
Buon week end
 

«Oggi lasciate che sia felice, io e basta, con o senza tutti, essere felice con l'erba, e la sabbia, essere felice con l'aria e la terra, essere felice con te, con la tua bocca, essere felice.» Neruda


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DIARI
7 novembre 2011
Suddenly.
 


A volte succedono cose che non ti aspetti, in cui inciampi in un giorno qualunque, a cui proprio non stavi pensando. Potrei fare quello che ho sempre fatto in certe occasioni: sedermi e scrivere. Potrei cercare delle belle parole, andare a scovare la giusta corrispondenza tra un’emozione e un suono. Ma io non voglio descriverti. Non voglio infilarti dentro un quadretto. Non so nemmeno se voglio parlarti , a che serve? So che capisci quello che non ti dico e tanto basta. Guardarti  dormire e ridere di quelle piccole cose tra noi. Allungare la mano e sentirla nella tua. Qualche volta, quando si puo’, quando ci va. Tutto qui. Perché i desideri possono essere semplici, possono diventare improvvisamente semplici, inciampando in un giorno qualunque. Semplici. E le parole non servono proprio.


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4 novembre 2011
Buon week end



Va' a prendere le tue cose...
I sogni richiedono fatica.

P. Coelho


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3 novembre 2011
Caffè&e.mail
 


Matt – Dobbiamo essere sintetici, pù asciutti Dotty, il boss ci vuole più asciutti nelle e.mail …caxxo significa secondo te?

Dotty – Quanto zucchero? Abbondo? Ci facciamo venire il diabete ?

Matt – Tu come pensi di risolverla ‘sta cosa?

Dotty – Questo caffè fa schifo ogni giorno di più…

Matt – Dotty rispondi

Dotty – Matt e che vuoi che faccia? Vorrà dire che quando gli scrivo toglierò anche i verbi, lascio solo la punteggiatura. Più asciutta di così… testo a piacere e tutto il resto è vita.

Matt -  Dobbiamo essere sul pezzo Dot

Dotty – Ma come caxxo parli?!? Dì pure che ci serve un feed back e che scheduliamo così vomito.

Matt -  Dotty il re-hab è a un passo…. Me lo sento, stiamo diventando due pazzi isterici

Dotty – Dici che me la fanno una camiciola di forza su misura? Stilosa?

Matt – Che farei senza di te?

Dotty –  Impareresti a farti il nodo alla cravatta da solo finalmente

Matt – Asciutto naturalmente

Dotty – Molto asciutto….

Ci guardiamo. Parte la ridarola...grassa...e un altro caffé è andato...almeno fino alla prossima e.mail


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sentimenti
31 ottobre 2011
La fine è nota.

Sono le due del mattino. In balcone aspettando che arrivi il sonno. Squilla il cellulare. Mi prende un colpo. Numero che non conosco. Ok non rispondo. Torna a squillare. Va bene, ho già capito. Pronto. “Sono io”. Lo sai che ore sono? “Tanto tu non dormi mai”. Potrei essere ovunque, che cosa vuoi? “Dobbiamo parlare”. Ok, quando e dove. “Quando vuoi tu”. Mi dispiace quel giorno ho già un impegno. “Mi rimpiangerai”. Attacco senza neanche salutare ché alle due del mattino  Dotty c’ha il fanculo in tasca. Ci ripenso. Vuoi parlare? Ottimo parliamo adesso. Richiamo. Tutto d’un fiato. Fai ancora una volta questo numero o prova ancora una volta a venirmi a cercare dove sai che mi trovi e fosse l’ultima cosa che faccio ti metto le mani addosso – mi sa che sto gridando -  “Sei troppo educata per farlo”. Magari ti stupisco. “Dimmi solo perché”. Silenzio. Ci penso. Vale la pena? Serve a me e questo basta. Rispondo. Perché non ti voglio più, perché pensavi di stendermi, e invece sono qui e sapere che non lo sopporti mi dà un piacere che non posso neanche spiegarti. Perché te li puoi tenere i tuoi giochetti del caxxo, te l’avevo detto prima o poi trovi la porta chiusa. E non ti passerò le chiavi. “Quindi”. Quindi sei senza chiavi. Posso andare a dormire adesso? “Non ci sono donne come te”. Sono certa che ti sei dato da fare per cercarle. “Sei una stronza”. Ho imparato da te. – clic –

Nota a margine – Questo cinismo appiccicoso... Io non sono così e non ci voglio diventare. Io non parlo per parlare, se sento una cosa la dico com'è. Piaccia o no io sono questo. Non ho bisogno di giocare, non dico no e invece penso sì. Ho un cuore solo e lo voglio usare perchè questa non è una prova generale. Scesi dal palcoscenico, non si replica. E che me ne faccio di un cuore che non ho usato?

*io non nacqui per odiare, ma per amare* - Antigone, Sofocle.




permalink | inviato da dorothyparker il 31/10/2011 alle 11:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
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